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3 Tipologie di filtri

Molto spesso si utilizzano filtri singoli, a volte e per grandi impianti, filtri in batteria o a torre, altre volte si devono impiegare diversi filtri accoppiati tra loro fino a formare combinazioni......

Tipologie di filtri

Tipologie di filtri
Spesso ci viene chiesto quale tipologia di filtro è meglio adottare. Rispondere non è facile, ma richiede un’attenta analisi del tipo di impianto in funzione di:

  • tipo di acque da filtrare (da falda, da lago, da canale, da pozzo)
  • qualità dell’acqua e localizzazione del prelievo
  • presenza o meno della rete elettrica
  • pressione in entrata
  • portata in uscita
  • tempo di utilizzo/lavoro del filtro
  • tipo di impianto di irrigazione usato
  • modalità di intervento dell’operatore
  • luogo dell’installazione
  • altri fattori…

Molto spesso si utilizzano filtri singoli, a volte e per grandi impianti, filtri in batteria o a torre, altre volte si devono impiegare diversi filtri accoppiati tra loro fino a formare combinazioni: un idrociclone + un filtro a graniglia; un filtro a graniglia + un filtro a calza; un filtro idrociclone + un sistema in batteria a dischi filtranti + un filtro a rete, ecc…

Per chi ancora non conoscesse la differenza fra i vari tipi di filtri ne facciamo un breve riassunto.
 

Filtri disabbiatori

Vengono chiamati in vari modi: idrocicloni, separatori centrifughi, filtri ad azione centrifuga, prefiltri o filtri a vortice. Non hanno nessun organo in movimento.
Il loro compito è quello di eliminare residui sabbiosi, corpi solidi di modeste dimensioni o ghiaietto dall’acqua e riescono a farlo per circa il 90% del totale.
E’ particolarmente indicato per acque provenienti da pozzo ricche di sabbia.
Il principio di funzionamento si basa sulla forza centrifuga generata dalla particolare forma ad imbuto o cilindrica del filtro stesso. L’acqua trascina le impurità solide sulle pareti e fino al recipiente inferiore di raccolta dei residui. L’acqua pulita dai residui solidi è quindi obbligata ad uscire dalla parte superiore. La pulizia del serbatoio di raccolta viene automatizzata con apposite idrovalvole o elettrovalvole. Una piccola centralina autoalimentata può programmare cicli costanti di autopulizia.
 

Filtri a quarzite

Vengono chiamati anche: filtri a sabbia, filtri a graniglia o a letto filtrante. Non hanno nessun organo in movimento.
Devono il loro nome allo strato di materiale che contengono all’interno.
Il principio di funzionamento simula quello naturale di filtrazione del terreno quando le acque passano nel sottosuolo attraversando gli strati del terreno stesso.
Particolarmente indicati per acque di superficie contenenti microorganismi, alghe, solidi leggeri, residui organici.
Il principio di funzionamento si basa sulla gravità del liquido che viene lasciato cadere dall’alto e che attraverso tutto lo strato di materiale filtrante. Più la graniglia è fine, migliore sarà la filtrazione. Inoltre le sostanze trattenute dai primi strati superficiali, aumentano le capacità di filtrazione mano a mano che si passa agli strati successivi.
Il controlavaggio dello strato filtrante avviene in automatico attraverso la lettura della differenza di pressione in ingresso e uscita e con un’inversione del flusso (dal basso verso l’alto).
Alcuni modelli prodotti da Officine Parenti hanno due camere separate, così da assicurare una filtrazione continua anche durante il controlavaggio del filtro. Una piccola centralina autoalimentata, abbinata a idrovalvole o elettrovalvole, può programmare cicli costanti di controlavaggio.
 

Filtri a dischi

Il fiore all’occhiello della produzione di Officine Parenti. Un brevetto esclusivo che li rende unici nel settore e sull’intero mercato europeo.
Possono essere:
  • statici (a flusso tangenziale)
  • dinamici (flusso tangenziale abbinato ad una rotazione dei dischi

La caratteristica principale è costituita proprio dalla presenza all’interno del filtro, di un pacco di dischi, cuore del sistema.
La particolare conformazione dei dischi, i materiali con cui sono costruiti e la dinamicità interna dell’acqua, o di altri liquidi industriali in filtrazione, contribuiscono a non fare accumulare i residui sulle pareti dei dischi stessi. 
Rispetto alle loro dimensioni totali, i dischi costituiscono un’ampia superficie filtrante difficilmente ottenibile con altri tipi di filtri. Per non parlare delle portate elevate del liquido filtrato, a garanzia di un funzionamento continuo nel tempo.
Sono indicati per la filtrazione di qualsiasi tipo di acque, anche refle o di discarica, oltre che per altri tipi di liquidi industriali.
Il principio di funzionamento si basa sul passaggio forzato del liquido da filtrare attraverso il tessuto in poliestere dei dischi. Il liquido, incanalato all’interno pulito, viene poi espulso all’esterno perfettamente filtrato.
L’autopulizia, garantita dall’automatismo di elettrovalvole, valvole idrauliche e presso stati, viene regolato da una centralina autoalimentata e programmabile per tempo di intervento.
In pratica questa serie di filtri si può considerare assente da manutenzione. Si installa e si può dimenticare. Non è indispensabile presidiarlo e i dischi hanno una durata media di 4-5 anni.

 

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